La famiglia ...

LA MODIFICAZIONE DELLE DINAMICHE RELAZIONALI ALL'INTERNO DELLA FAMIGLIA.

[di Michele A. Farris]


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A partire dai primi anni ’70, l’intero sistema di valori, costumi e dinamiche familiari è andato incontro a notevoli trasformazioni. Il matrimonio, fondamento della famiglia tradizionale, è divenuto un rapporto sempre più fragile ed instabile e sempre meno indispensabile per la procreazione. Il sociologo Filippi ha giustamente notato come oggi non sia in discussione tanto la famiglia, quanto piuttosto il matrimonio, e propriamente il matrimonio come istituzione.

Risulta evidente come il contesto socioculturale attuale non favorisca il vincolo matrimoniale, non per altro si parla ormai comunemente di "démariage", ossia di una società in cui la scelta matrimoniale non è più una scelta di massa che segna un momento di passaggio forte e di impegno sia a livello individuale e sia a livello sociale. Il matrimonio è sempre più visto solo come una possibile alternativa di vita, oppure, meglio, come una tappa nel graduale processo di evoluzione e di realizzazione personale. L’aumento dell’età media a cui ci sposa, oltre ad essere indice di fattori economici (crescente difficoltà occupazionale), sociali (allungamento dell’adolescenza e della relativa convivenza presso il proprio nucleo d’origine), testimonia come il matrimonio, oltre ad essere una scelta ponderata, sia anche una scelta da rimandare a dopo un’altra serie di opzioni personali: studio, realizzazione lavorativa, esperienze ludiche, ecc.

 

Età media al 1° matrimonio

Anno

Donne

Uomini

1992

26,6

28,8

1993

26,2

29,1

1994

26,5

29,3

1995

26,8

29,6

1996

27,2

29,9

 

Tabella 1: Età media al matrimonio in Italia (anni 1992 – 1996).

 

Bisogna però dire che, al di là delle motivazione concrete appena menzionate, esiste nella popolazione giovanile una cultura della reversibilità, in cui il timore di scelte irreversibili, come il matrimonio e/o la procreazione, porta a procrastinare tali scelte o, addirittura, a non farle affatto.

Fulcro di questi cambiamenti è stata l’influenza esercitata sull’istituzione matrimoniale dalle correnti emancipatrici emerse a livello sociale e culturale negli ultimi 30 anni, come:

    • la diffusione di una istruzione di massa;
    • il crescente numero di donne che entrano nel mondo del lavoro ed il maggiore accesso ai posti di potere;
    • la ristrutturazione dei ruoli maschili e femminili;
    • l’aumento di libertà di pensiero e d’azione individuale;
    • la deistitualizzazione del matrimonio, che assume sempre più la forma di un patto privato fra due persone;
    • lo svincolarsi della coppia dai controlli morali della rete parentale e del gruppo sociale di appartenenza;
    • l’aumento della secolarizzazione dei valori in tutti gli aspetti del vivere sociale.

Per quanto riguarda il cambiamento dei ruoli maschili e femminili, è indubbio che due persone prima di considerarsi coppia, genitoriale o non, principalmente si sentono essere uomo o essere donna, dato che l’identità di genere si sviluppa già nei primi anni di vita e ne condiziona in maniera rilevante il processo evolutivo di ciascuno. Espressione diretta della percezione della propria identità di genere è l’esplicazione del proprio ruolo maschile o femminile: ruolo che è fortemente influenzato, nonché espressione, dal contesto sociale e culturale nel quale il soggetto è parte.

Negli ultimi 30 anni il modo di sentirsi uomo o donna, e quindi di rapportarsi come partner dell’altro/a, stato influenzato da due importanti fenomeni socioeconomici:

    1. lo sviluppo dei movimenti femministi, che ha condotto alla rimessa in discussione delle idee e dei valori tradizionali sulla famiglia e sul matrimonio;
    2. e di conseguenza, anche grazie al verificarsi di altri fattori sociali ed economici, ha favorito

    3. l’aumento del tasso di attività nella sfera pubblica della popolazione femminile

Queste trasformazioni hanno indubbiamente investito i ruoli dei due sessi, i rapporti tra uomini e donne, l’interazione tra genitori e figli e la funzione stessa della famiglia. Oggi, infatti, a distanza di oltre due secoli da quello che viene considerato l’atto di nascita del femminismo, la "Declaration des droits de la femme", che Olympe de Gouges presentò all’Assemblea Costituente francese nel 1791, una donna non vede più nel matrimonio lo scopo primario della propria vita, ma ha la possibilità e tutta l’intenzione di fare carriera in campo lavorativo e, prima ancora, di studiare secondo una propria preferenza personale.

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