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Si
rileva che le famiglie stanno diventando strutturalmente sempre
più piccole: tra il 1988 ed il 1998 le famiglie sono aumentate
in maniera maggiore rispetto alla popolazione, passando da 19.872.000
a 21.210.000, con un incremento percentuale, nel periodo in
questione, del 6,7%. Pertanto in questo decennio il numero medio
dei componenti della famiglia italiana è diminuito, passando
da 2,9 a 2,7.
Questi valori sono influenzati, oltre che dalla diminuzione
delle nascite, che comporta di per sé una diminuzione dei componenti
della famiglia, dall’aumento della vita media che, facendo aumentare
gli stati di vedovanza, fa aumentare di pari passo le famiglie
formate da una sola persona, che nella maggioranza dei casi
è la donna (poiché la vita media delle donne è di 6-7 anni superiore
a quella degli uomini).
|
|
Anni
|
|
Numero
dei componenti familiari
|
1990
|
1994
|
1998
|
|
Uno
|
20,3
|
21,5
|
21,3
|
|
Due
|
23,7
|
24,7
|
26,4
|
|
Tre
|
23,2
|
23,4
|
23,6
|
|
Quattro
|
22,6
|
21,5
|
21,0
|
|
Cinque
|
7,7
|
6,5
|
6,0
|
|
Sei e più
|
7,7
|
6,5
|
6,0
|
|
TOTALE
|
100
|
100
|
100
|
Tabella
4: Famiglie per numero di componenti
(valori percentuali).
Inoltre,
come evidenzia la dott.ssa Sabbadini dell’ISTAT, nella diminuzione
del numero di componenti ha influito anche la riduzione del
numero dei componenti delle coppie con figli. Dietro queste
trasformazioni agisce il calo della fecondità che incide sulla
diminuzione del numero di figli per coppia. Nell’arco degli
ultimi 5 anni sono aumentate le coppie con un figlio sul totale
delle coppie con figli dal 43,8% al 45,2% e sono diminuite le
coppie con tre o più figli dal 13,7% al 12,1%. Le coppie con
due figli sono rimaste tendenzialmente stabili. Analogamente
dicasi per i nuclei monogenitoriali: quelli con un figlio solo
sono passati dal 66,9% al 68,7% del totale, mentre quelli con
tre o più figli sono diminuiti dal 7,2% al 5,3%.
|
|
Anni
considerati
|
|
Numero figli
|
1988
|
1994
|
1998
|
|
Uno
|
41,2
|
43,8
|
45,2
|
|
Due
|
42,6
|
42,5
|
42,7
|
|
Tre
|
12,4
|
11,0
|
10,0
|
|
Quattro
e più
|
3,8
|
2,7
|
2,1
|
|
Totale
|
100
|
100
|
100
|
Tabella
5: Percentuali delle coppie per numero
di figli (anni 1998 – 1999).
Le
coppie senza figli sono aumentate da 3.700.000 a 4.500.000 tra
il 1988 ed il 1998, passando dal 23% al 27% delle coppie; viceversa
le coppie con figli sono diminuite da 10.500.000 a 10.000.000.
A
tal proposito risulta interessante sottolineare che l’aumento
simultaneo delle coppie senza figli da un lato e delle coppie
con un solo figlio dall’altro si traduce, in concreto, in una
sempre più vistosa carenza di fratelli e cugini. Questo sconvolgimento
nella fisiologia della struttura familiare comporta inevitabili
implicazioni per il bambino: non solo nell’ambito della socializzazione,
poiché per un numero sempre maggiore di bambini le esperienze
coi pari età sono ormai relegate nell’ambito delle strutture
e dei servizi socioeducativi, e non più anche all’interno della
famiglia e del parentado. Inoltre avviene che il confronto con
“l’altro”, necessario per la loro crescita psicologica, avviene
per lo più con riferimento al mondo degli adulti.
Oltre a quelli fino ad adesso illustrati, esiste un altro fenomeno
che contribuisce al mutamento delle strutture e delle dinamiche
familiari ed è la sempre maggiore instabilità del vincolo matrimoniale.
In Italia il numero di matrimoni ha toccato nel 1998 il minimo
storico di 276.570 unità, mentre ancora nei primi anni '70 erano
più di 400.000; all’opposto, in appena 4 anni le separazioni
sono aumentate di oltre 10.000 unità, arrivando a più di 62.000
nel 1998, ed i divorzi sono aumentati di quasi 6.000, superando
nello stesso anno 33.000 casi.
|
Anno
|
Separazioni
|
Divorzi
|
|
1990
|
44.018
|
27.682
|
|
1991
|
44.920
|
27.350
|
|
1992
|
45.754
|
25.997
|
|
1993
|
48.198
|
23.863
|
|
1994
|
51.445
|
27.510
|
|
1995
|
52.323
|
27.038
|
|
1996
|
57.538
|
32.717
|
|
1997
|
60.281
|
33.342
|
|
1998
|
62.737
|
33.510
|
Tabella
6: Separazioni e divorzi in Italia
(valori assoluti).
Percentualmente, nel
1998, ogni 1000 coppie, 4,1 coppie hanno deciso di separasi
e 2,3 ottengono il divorzio.
Come si evidenzia nella tabella n.7 esistono delle differenze
di distribuzione del fenomeno in base alla provenienza geografica;
si evidenzia che al nord 5,1 coppie ogni 1000 decidono di separasi
contro il 2,7 del sud Italia e Isole; tale differenziazione
risulta valida anche per quanto riguarda il divorzio.
|
|
Separazioni
|
Divorzi
|
|
Ripartizione
geografica
|
Valori assoluti
|
Ogni 1000 coppie
|
Valori assoluti
|
Ogni 1000 coppie
|
|
Nord
|
34.418
|
5,1
|
20.000
|
3,0
|
|
Centro
|
14.045
|
4,5
|
7.125
|
2,5
|
|
Sud e Isole
|
14.274
|
2,7
|
6.385
|
1,2
|
|
Italia
|
62.737
|
4,1
|
33.342
|
2,3
|
Tabella
7: Separazioni e divorzi per ripartizione
geografica (anno 1998).
Parallelamente all’aumento del numero, nel
corso degli ultimi anni, delle separazioni e dei divorzi si registra
una minore importanza del vincolo religioso nelle proprie scelte
di vita
|
|
Matrimoni
religiosi
|
Matrimoni
civili
|
|
Anno
|
Valore assoluto
|
%
|
Valore assoluto
|
%
|
|
1992
|
255.355
|
81,8
|
56.993
|
18,2
|
|
1993
|
248.111
|
82,1
|
54.119
|
17,9
|
|
1994
|
235.990
|
80,9
|
55.617
|
19,1
|
|
1995
|
232.065
|
80,0
|
57.994
|
20,0
|
|
1996
|
222.086
|
79,9
|
56.525
|
20,3
|
|
1997
|
214.265
|
79,2
|
56.846
|
20,8
|
|
1998
|
217.492
|
76,6
|
59.078
|
21,4
|
Tabella
8: Matrimoni in Italia per rito (anni
1992 – 1998).
Come
si evince dalla tabella n.8 sempre più coppie decidono di sposarsi
con il solo rito civile; questo può essere dovuto oltre alla
minore importanza della sfera religiosa nelle proprie scelte
di vita, anche ad un numero sempre crescente di divorziati/e
che decidono di risposarsi. Inoltre l’ISTAT segnala che nel
corso degli ultimi 20 anni, il numero di ripensamenti, ossia,
dei potenziali separati che decidono di ricostituire il legame
di coppia dissolto, ha subito una progressiva diminuzione. Ciò
fa pensare, che il divorzio venga sempre più considerato come
una scelta definitiva che i coniugi prendono nella piena consapevolezza
di voler mettere fine alla propria unione matrimoniale.Comunque,
l’Italia registra tassi di divorzialità sensibilmente inferiori
rispetto alla media degli altri Paesi europei, ciò può essere
compreso facendo riferimento all’esistenza di fattori culturali
e di vincoli religiosi fortemente radicati nel nostro tessuto
sociale che ancora condizionano le scelte personali. Inoltre,
è importante sottolineare che in Italia è in vigore un procedimento
legale che, rispetto agli altri Paesi, vincola temporalmente
il processo di rottura della coppia, rendendo la situazione
italiana difficilmente comparabile con quella del resto d’Europa.
Ricapitolando, dai dati esposti si evidenzia che a tassi più
alti di separazioni e divorzi corrispondono, mediamente, valori
più bassi di natalità, e viceversa. Una tale relazione inversa
tra questi due fenomeni sta ad indicare che:
-
un numero maggiore di figli può rappresentare una sorta di freno
nelle decisioni di separazione e/o divorzio;
-
una maggiore instabilità matrimoniale spinge a considerare la
maternità/paternità una scelta più remota.
Tale relazione è ben esplicitata nelle
differenze territoriali tra settentrione e meridione: nelle
regioni del Nord Italia, infatti, abbiamo la massima instabilità
e la minima natalità, inversamente, in quelle del Sud, alla
massima natalità, corrisponde la minima instabilità, anche
se, con il passare del tempo, tali differenze si vanno livellando
all’interno di tendenze nazionali.
Pur essendo coinvolti nella disgregazione matrimoniale
un numero sempre crescente di minori (tra il 1994 e il 1999
i figli affidati sono passati da 34.992 a 43.310 nelle separazioni
e da 11.104 a 14.876 nei divorzi, con incrementi rispettivamente
del 29% e del 34%), la percentuale di coppie con figli che
si separano è passata, nell’arco dell’ultimo ventennio, dal
64% al 56%, un ulteriore dimostrazione che la presenza di
figli costituisce ancora un forte ostacolo alla rottura matrimoniale.
Risulta che le coppie senza figli hanno il doppio della probabilità
di separarsi rispetto a quelle che hanno un figlio e, addirittura,
circa il triplo rispetto alle coppie con 2 figli. Resta però
il dato, assai indicativo, che nel 1999 ben 912.000 minori
vivevano in un nucleo familiare composto da un solo genitore.
Nelle tabelle seguenti si evidenzia il tipo di affido che
è stato predisposto nei casi in cui la coppia che si separa abbia dei figli minorenni.
|
|
Affido
di minori nei casi di separazione
|
|
|
%
|
|
Età del minore
|
Valore assoluto
|
Al padre
|
Alla madre
|
Alternato o congiunto
|
Ad altre persone
|
|
0 – 5 anni
|
| |