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ABUSI SESSUALI:
SCRUPOLOSE INDAGINI PER CORRETTE DIAGNOSI

[ di Daniele Vacca ]

"La credibilità delle dichiarazioni di un bambino vittima dell'abuso sessuale è strettamente legata al dato anagrafico. Le dichiarazioni della vittima di un abuso sessuale, infatti, possono essere valutate credibili quando il dato anagrafico (nel caso in esame due anni e mezzo) possa escludere, in modo pacifico, che nel bagaglio di conoscenze ed esperienze dirette di un minore della stessa età possano trovarsi informazioni a carattere erotico - sessuale dettagliate e minuziose. E' impensabile, per un bambino di pochi anni, poter inventare e conseguentemente descrivere fatti così terribili senza averne avuto un'esperienza diretta.
Per immaginare qualcosa bisogna avere almeno una vaga idea dell'oggetto della fantasia ed una bambina di due / tre anni non avrebbe avuto in alcun modo la capacità psicologica, né fisiologia, di poter anche lontanamente intuire o immaginare quella terribile contenuta nelle dichiarazioni rese." [1]

La sentenza n. 21406 / 2001 della Cassazione penale si basa su due punti fondamentali: le dichiarazioni della vittima e gli esiti della perizia medico legale.

Per quanto concerne questa sezione, dedicata alla medicina legale, prenderemo in considerazione il secondo aspetto sul quale è fondata la sentenza.

Riprendendo testualmente dalla suddetta sentenza troviamo che le risultanze dell'esito della perizia medico legale "hanno evidenziato, oltre all'esistenza di neovascolarizzazione e di ragadi, non riconducibili ad episodi di natura sessuale, perché distanti nel tempo, anche gli esiti di una linea cicatriziale larga un centimetro che origina dalla commissura posteriore e si estende verso lo sfintere, dimostrativa di una pregressa lesione, non attribuibile a traumi diversi dall'abuso sessuale".

Tenendo presente che la sentenza cui si fa riferimento viene presa solo come pretesto per evidenziare l'importanza che in ambito processuale assume una perizia medico legale, e senza volere in alcun modo entrare nel merito della specifica perizia, né tantomeno della sentenza da cui essa è tratta, si possono evidenziare alcuni aspetti da considerare rilevanti nella formulazione di una diagnosi di abuso sessuale su minore.

Uno spunto su cui riflettere lo fornisce il dottor Howard B. Pride, pediatra americano di Danville, Pennsylvania, in un'intervista (di cui riporteremo alcuni passi) rilasciata al Dr. G.Bartolomucci e disponibile in forma integrale sul sito www.arsmedicinae.it [2], quando si riferisce a rarissimi, come egli stesso tiene a precisare, ma comunque possibili casi di difficoltosa o errata diagnosi:
"Stiamo parlando - dice il dottor Pride - di condizioni molto, ma molto rare, che la maggior parte dei pediatri e dei dermatologi pediatrici potrebbero aver studiato sui libri, ma mai incontrato nella loro carriera. Prenda il caso di un pemfigoide bolloso, una patologia che provoca erosioni cutanee a livello genitale, che possono far pensare ad una violenza sessuale. E' molto raro e in realtà può apparire diverso da come lo si è visto su un libro."
(omissis)

"Ci sono diverse patologie che tendono a presentarsi nelle zone genitali e possono mimare un abuso sessuale.
La più comune è il lichen scleroatrofico, che produce bolle e fenomeni emorragici, ipopigmentazione, prurito e fastidio localizzato a livello anale. Però, se il medico è esperto, la diagnosi è facile e, nel dubbio, la biopsia
può dare una risposta precisa e definitiva. Un pemfigoide vulvare e altre malattie immunobollose possono presentare sintomi simili: bolle, disepitelizzazione o erosioni sui genitali.

Anche in questo caso una biopsia con immunofluorescenza può facilitare la diagnosi. La malattia di Bechet può determinare ulcere aftose sia sui genitali che sulla mucosa orale, ma qui la diagnosi differenziale con un abuso è più facile per il concomitante coinvolgimento degli occhi, delle articolazioni e di altri organi.
La sindrome di Crohn è frequentemente associata con un'ampia dilatazione del canale anale, che in un bambino è stata, purtroppo, confusa con una penetrazione anale. La histiocitosi X causa una dermatite di tipo seborroica che, quando si localizza nella regione perianale, può determinare fissurazioni ed erosioni che possono condurre al sospetto di violenza.

Anche alcune infezioni ed allergie che si localizzano nelle zone genitali possono portare ad una diagnosi errata. Lo streptococco perianale può dar luogo ad un'infezione che si presenta rosso sangue e un eritema. Basta una coltura per essere sicuri. Nella letteratura sono riferiti casi in cui la varicella si è presentata atipicamente nell'area genitale simulando una infezione da herpes simplex. Lo stesso è successo in bambini allergici al nikel contenuto negli apparecchi per segnalare l'enuresi e che ha provocato numerose eruzioni bollose sui genitali." (omissis)

" Premesso che (i condilomi) non necessariamente sono indicativi di un abuso sessuale, è certo che ci sono numerose condizioni che fanno pensare ai condilomi genitali: la malattia di Darier, la iperplasia epiteliale focale e la malattia di Hailey-Hailey si manifestano con proliferazioni verrucose.
Per finire, ci sono due casi di emangioma vulvare che sono stati confusi con una violenza sessuale. Infatti, c'è una forte tendenza degli emangiomi di questa area a rompersi e ulcerarsi."

Tenendo conto della delicatezza e dell'importanza delle conseguenze che una diagnosi di abuso sessuale su minore, ancor di più se in ambito familiare, può produrre, è indispensabile avere ben presenti i criteri per una meticolosa, scrupolosa e sempre più precisa diagnosi.

Concludiamo questa riflessione con le parole che il dottor Pride utilizza come premessa alla sua intervista, capaci di riassumere e porre ancor di più l'accento sulla necessità di una approfondita conoscenza scientifica che non solo abbia presente la possibilità di riscontrare qualcosa che simuli, ma sia altro da un abuso sessuale, ma che sappia anche dare a questa eventualità il giusto peso:

"L'abuso e il maltrattamento dei minori è un fenomeno spaventosamente alto. I casi da me riscontrati sono delle rare eccezioni. Non voglio assolutamente che un'indagine di natura scientifica possa servire, in nessun caso, ad un criminale per farla franca. (omissis) D'altra parte non si può ignorare che, anche se in casi rari, la diagnosi sbagliata di abuso sessuale può avere conseguenze altrettanto terribili."

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NOTE

[1]Stilo, Abusi sessuali sui minori: rilevanza delle dichiarazioni della persona offesa, Iusseek.com/penale.

[2] La fonte dove poter reperire il testo integrale dell'intervista: www.arsmedicinae.it/lapelle/pedriatria/abuso_minori.htm

 


 
Sez. di Medicina Legale di Crimine - Dir. Leo Stilo