"La credibilità delle dichiarazioni
di un bambino vittima dell'abuso sessuale è strettamente
legata al dato anagrafico. Le dichiarazioni della vittima di un
abuso sessuale, infatti, possono essere valutate credibili quando
il dato anagrafico (nel caso in esame due anni e mezzo) possa
escludere, in modo pacifico, che nel bagaglio di conoscenze ed
esperienze dirette di un minore della stessa età possano
trovarsi informazioni a carattere erotico - sessuale dettagliate
e minuziose. E' impensabile, per un bambino di pochi anni, poter
inventare e conseguentemente descrivere fatti così terribili
senza averne avuto un'esperienza diretta.
Per immaginare qualcosa bisogna avere almeno una vaga idea dell'oggetto
della fantasia ed una bambina di due / tre anni non avrebbe avuto
in alcun modo la capacità psicologica, né fisiologia,
di poter anche lontanamente intuire o immaginare quella terribile
contenuta nelle dichiarazioni rese." [1]
La sentenza n. 21406 / 2001 della Cassazione
penale si basa su due punti fondamentali: le dichiarazioni della
vittima e gli esiti della perizia medico legale.
Per quanto concerne questa sezione, dedicata
alla medicina legale, prenderemo in considerazione il secondo
aspetto sul quale è fondata la sentenza.
Riprendendo testualmente dalla suddetta
sentenza troviamo che le risultanze dell'esito della perizia medico
legale "hanno evidenziato, oltre all'esistenza di neovascolarizzazione
e di ragadi, non riconducibili ad episodi di natura sessuale,
perché distanti nel tempo, anche gli esiti di una linea
cicatriziale larga un centimetro che origina dalla commissura
posteriore e si estende verso lo sfintere, dimostrativa di una
pregressa lesione, non attribuibile a traumi diversi dall'abuso
sessuale".
Tenendo presente che la sentenza cui si
fa riferimento viene presa solo come pretesto per evidenziare
l'importanza che in ambito processuale assume una perizia medico
legale, e senza volere in alcun modo entrare nel merito della
specifica perizia, né tantomeno della sentenza da cui essa
è tratta, si possono evidenziare alcuni aspetti da considerare
rilevanti nella formulazione di una diagnosi di abuso sessuale
su minore.
Uno spunto su cui riflettere lo fornisce
il dottor Howard B. Pride, pediatra americano di Danville, Pennsylvania,
in un'intervista (di cui riporteremo alcuni passi) rilasciata
al Dr. G.Bartolomucci e disponibile in forma integrale sul sito
www.arsmedicinae.it
[2], quando si riferisce a rarissimi,
come egli stesso tiene a precisare, ma comunque possibili casi
di difficoltosa o errata diagnosi:
"Stiamo parlando - dice il dottor Pride - di condizioni molto,
ma molto rare, che la maggior parte dei pediatri e dei dermatologi
pediatrici potrebbero aver studiato sui libri, ma mai incontrato
nella loro carriera. Prenda il caso di un pemfigoide bolloso,
una patologia che provoca erosioni cutanee a livello genitale,
che possono far pensare ad una violenza sessuale. E' molto raro
e in realtà può apparire diverso da come lo si è
visto su un libro."
(omissis)
"Ci sono diverse patologie che tendono
a presentarsi nelle zone genitali e possono mimare un abuso sessuale.
La più comune è il lichen scleroatrofico, che produce
bolle e fenomeni emorragici, ipopigmentazione, prurito e fastidio
localizzato a livello anale. Però, se il medico è
esperto, la diagnosi è facile e, nel dubbio, la biopsia
può dare una risposta precisa e definitiva. Un pemfigoide
vulvare e altre malattie immunobollose possono presentare sintomi
simili: bolle, disepitelizzazione o erosioni sui genitali.
Anche in questo caso una biopsia con immunofluorescenza
può facilitare la diagnosi. La malattia di Bechet può
determinare ulcere aftose sia sui genitali che sulla mucosa orale,
ma qui la diagnosi differenziale con un abuso è più
facile per il concomitante coinvolgimento degli occhi, delle articolazioni
e di altri organi.
La sindrome di Crohn è frequentemente associata con un'ampia
dilatazione del canale anale, che in un bambino è stata,
purtroppo, confusa con una penetrazione anale. La histiocitosi
X causa una dermatite di tipo seborroica che, quando si localizza
nella regione perianale, può determinare fissurazioni ed
erosioni che possono condurre al sospetto di violenza.
Anche alcune infezioni ed allergie che
si localizzano nelle zone genitali possono portare ad una diagnosi
errata. Lo streptococco perianale può dar luogo ad un'infezione
che si presenta rosso sangue e un eritema. Basta una coltura per
essere sicuri. Nella letteratura sono riferiti casi in cui la
varicella si è presentata atipicamente nell'area genitale
simulando una infezione da herpes simplex. Lo stesso è
successo in bambini allergici al nikel contenuto negli apparecchi
per segnalare l'enuresi e che ha provocato numerose eruzioni bollose
sui genitali." (omissis)
" Premesso che (i condilomi) non necessariamente
sono indicativi di un abuso sessuale, è certo che ci sono
numerose condizioni che fanno pensare ai condilomi genitali: la
malattia di Darier, la iperplasia epiteliale focale e la malattia
di Hailey-Hailey si manifestano con proliferazioni verrucose.
Per finire, ci sono due casi di emangioma vulvare che sono stati
confusi con una violenza sessuale. Infatti, c'è una forte
tendenza degli emangiomi di questa area a rompersi e ulcerarsi."
Tenendo conto della delicatezza e dell'importanza
delle conseguenze che una diagnosi di abuso sessuale su minore,
ancor di più se in ambito familiare, può produrre,
è indispensabile avere ben presenti i criteri per una meticolosa,
scrupolosa e sempre più precisa diagnosi.
Concludiamo questa riflessione con le parole
che il dottor Pride utilizza come premessa alla sua intervista,
capaci di riassumere e porre ancor di più l'accento sulla
necessità di una approfondita conoscenza scientifica che
non solo abbia presente la possibilità di riscontrare qualcosa
che simuli, ma sia altro da un abuso sessuale, ma che sappia anche
dare a questa eventualità il giusto peso:
"L'abuso e il maltrattamento dei minori
è un fenomeno spaventosamente alto. I casi da me riscontrati
sono delle rare eccezioni. Non voglio assolutamente che un'indagine
di natura scientifica possa servire, in nessun caso, ad un criminale
per farla franca. (omissis) D'altra parte non si può ignorare
che, anche se in casi rari, la diagnosi sbagliata di abuso sessuale
può avere conseguenze altrettanto terribili."
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NOTE
[1]Stilo,
Abusi sessuali sui minori: rilevanza delle dichiarazioni della
persona offesa, Iusseek.com/penale.
[2] La
fonte dove poter reperire il testo integrale dell'intervista:
www.arsmedicinae.it/lapelle/pedriatria/abuso_minori.htm