Collocare storicamente il fenomeno evolutivo
delle nuove tecnologie in un quadro storico ben determinato è
un elemento necessario per comprendere lo stretto legame che unisce
le stesse alla storia del secolo passato.
Gli operatori del diritto devono farsi
carico di conoscere, anche se in modo superficiale, le origini
di un dato fenomeno per poterlo collocare nelle opportune categorie
logiche e giuridiche. L'incubatrice culturale che ha determinato
un'impennata evolutiva delle tecnologie elettroniche, supporto
fisico necessario per il successivo sviluppo dell'era digitale,
trova origine in una collocazione spaziale e temporale ben determinata.
Lo scenario è quello del secondo
dopoguerra: alla fine delle ostilità belliche, i nuovi
dominatori della scena mondiale, grazie al prestigio politico,
militare ed economico conquistato sul campo di battaglia contro
il nazifascismo, iniziarono una lunga ed estenuante guerra "fredda"
per l'egemonia del Mondo che poneva a confronto, l'una contro
l'altra, due ideologie e, con esse, due complessi modelli di società:
il capitalismo e il comunismo.
Il mondo diviso in due blocchi contrapposti
separati simbolicamente, e in alcuni casi fisicamente, da un muro
di reciproca diffidenza e sospetto divenne ben presto elemento
di deterioramento di tutti gli aspetti dei rapporti internazionali.
La stessa esistenza dell'intera umanità
era, quotidianamente, messa in gioco sul tavolo del mantenimento
di un terrificante equilibrio di armamenti tecnologici e sulla
consapevolezza che un loro impiego avrebbe determinato il pericolo
di un olocausto di immane grandezza.
La corsa verso nuove tecnologie belliche,
offensive e difensive, determinò durante gli anni del dopoguerra
un incremento vertiginoso delle sovvenzioni pubbliche destinate
alla ricerca scientifica.
I momenti più significativi della
storia dell'elettronica e dell'informatica di questi ultimi cinquant'anni,
infatti, affondano le loro radici nel clima di sospetto glaciale
in cui la politica mondiale si trovava impantanata senza apparente
possibilità d'uscita e che oggi, cambiati gli attori protagonisti
della scena, sembra rivivere con il suo pesante carico d'angosce
ed incubi.
I diversi binari di sviluppo seguiti dalla
scienza moderna non devono essere analizzati e valutati, quindi,
come realtà a "compartimenti stagni", ma come
entità figlie di scoperte ed invenzioni comuni che trovano
nella ricerca scientifica il loro punto di forza e il loro massimo
stimolo.
I diversi campi della ricerca, così
intesi, hanno consentito nel corso degli ultimi decenni di oltrepassare
sistematicamente, con scadenze temporali sempre più ravvicinate,
i limiti umani che oggi appaiono, consapevolmente o inconsapevolmente,
sempre più di natura contingente.
I momenti più significativi di questo
sviluppo tecnologico che non appare ancora aver raggiunto la fase
discendente della sua parabola evolutiva sono rappresentati:
1) dalla microelettronica, la cui nascita è collocabile,
simbolicamente, nel 1947 nei Bell Laboratories di Murray Hill
nel New Jersey dove venne inventato il transistor [1]
e con esso la possibilità di trasformare gli impulsi elettrici
in un codice binario utilizzabile, in estrema sintesi, per comunicare
con le macchine in modo rapido e sempre più complesso;
2) dal computer, strumento ormai paragonabile, per diffusione
ed uso, ad un comune elettrodomestico, anch'esso concepito dalla
seconda guerra mondiale (madre di tutte le tecnologie)[2];
3) Internet: l'ideazione e la realizzazione del progetto è
frutto di una sinergica commistione tra la classica strategia
militare e l'innovazione imprenditoriale di una nuova generazione
di studiosi e ricercatori universitari.
In questa superficiale descrizione, utile
a mettere nel quadro della situazione madre dell'era del Bit,
particolare attenzione deve essere dedicata alla nascita del fenomeno
Internet [3].
Le origini della Rete delle reti si possono
rinvenire all'interno delle ricerche condotte dall'ARPA (Advanced
Research Projects Agency) del Dipartimento della Difesa degli
Stati Uniti. In un momento storico di particolare frizione, susseguente
al lancio del primo Sputnik, l'America avvertì l'esigenza
di aumentare i fondi della ricerca per prevenire eventuali attacchi
provenienti dallo Spazio.
Tra le idee sviluppate dall'ARPA degna
di particolare interesse fu quella concepita da Paul Baran alla
Rand Corporation nel 1960-64, che aveva ad oggetto: "la progettazione
di un sistema di comunicazioni invulnerabile agli attacchi nucleari.
Basato sulla tecnologia di comunicazione
della commutazione a pacchetto, il sistema rese la rete indipendente
da centri di comando e controllo, affinché le unità
di messaggio trovassero le proprie strade lungo la rete, venendo
ricomposte nel messaggio originale in qualsiasi punto del sistema"
[4]. Quello descritto, con rapidi
e imprecisi tratti, è solo un quadro generale di ciò
che ha determinato, assieme ad altre numerose concause, gli assetti
economici e culturali di quella che viene comunemente definita
l'era del Bit.
Oggi, in un periodo di preoccupanti sconvolgimenti
politici ed ideologici, assistiamo ad una nuova corsa agli armamenti
che probabilmente porterà nei prossimi anni a nuovi impulsi
tecnologici capaci di modificare profondamente la nostra vita
quotidiana.
Ai giuristi, ancora una volta, l'obbligo
morale di accompagnare la corretta diffusione di queste innovazioni,
tentando, anche grazie all'aiuto indispensabile di studiosi di
discipline informatiche, di circondarle con quell'anima di giustizia
che spesso manca a scoperte ed invenzioni che nate ai piedi di
un conflitto rischiano di mantenere nel proprio DNA qualche carattere
ereditario tutt'altro che secundum ius.