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LINSOSTEBILE
INSICUREZZA DELLA SOCIETÀ DELLINFORMAZIONE:ALLA
RICERCA DEL BENE GIURIDICO AZIENDALE.
[di Leo
Stilo]
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[31/7/2006]
La sicurezza informatica [1], definibile come la scienza
che si occupa di studiare soluzioni idonee a fornire lo
standard più alto di sicurezza tecnicamente raggiungibile
dei sistemi informatici, si deve far carico di rappresentare
in una società come quella odierna ad alto grado
di informatizzazione il punto di frizione e tenuta tra
la società in ampio senso intesa e i crimini perpetuati
attraverso o sulle nuove tecnologie informatiche e telematiche.
«In altre parole sicurezza è
tutto ciò che permette ad unazienda di restare
tale. (Omissis) Oggigiorno qualsiasi azienda, dalla media
impresa alla grande multinazionale, affida gran parte
dei propri processi di business ai sistemi informativi
e quindi alle informazioni (dalla fatturazione ai processi
produttivi vitali). Quando un evento dannoso, sia esso
di origine naturale o doloso, colpisce i sistemi che gestiscono
le informazioni di cui lazienda ha bisogno, quasi
sempre si traduce in una brusca interruzione dei processi
aziendali e quindi del fatturato»[2].
Per tale motivo appare sempre più necessario diffondere
una cultura della sicurezza in azienda già presente,
per altri aspetti, nella vita quotidiana in cui, ad esempio,
nessuno: a) si avventurerebbe da solo, senza difesa, di
notte in un vicolo malfamato di una sperduta e sconosciuta
città; b) darebbe le proprie informazioni personali,
più o meno sensibili, ad un soggetto sconosciuto
che le chiedesse per strada; c) concederebbe, in genere,
la propria fiducia se non dopo aver attestato la solidità
del rapporto con l'istituzione o la persona che la richiede.
Il primo problema da risolvere è quello di individuare,
anche se in modo generale ed astratto, il bene oggetto
della politica di sicurezza dellazienda. Bisogna,
in altre parole, andare al cuore del problema potando
ed eliminando dalla ricerca tutto quello che si manifesta
solo come riflesso e conseguenza di un bene di fondamentale
importanza per l'esistenza stessa della società.
Il problema della c.d. privacy[3] e quello della sicurezza
dei dati personali non sono altro che esternazioni e specificazioni
tematiche di quello che in realtà è loggetto
della sicurezza: il "dato informatico". Per
esso, ai fini di questo scritto, convenzionalmente si
deve intendere quell'insieme di bit che avendo la possibilità
di essere conservato, manipolato o semplicemente veicolato
tramite un sistema informatico o telematico necessita
di un circuito di sicurezza che ne garantisca una complessa
serie di parametri.
Innanzitutto, deve essere garantita la disponibilità
e l'integrità dei dati a chi ne ha diritto, attraverso
una serie di politiche atte a facilitare l'accesso e il
reperimento dei dati affiancate da accorgimenti tesi a
ridurre il rischio di modifiche accidentali o non autorizzate.
La disponibilità deve essere intesa parte essenziale
del processo di sicurezza costituendone il limite oltre
il quale le ristrettezze e i confini imposti per garantire
l'integrità del dato non devono o possono andare:
a che serve tutelare e difendere, impedendo o rendendo
difficoltosa la disponibilità da parte degli aventi
diritto, un bene che è tale solo in virtù
del suo utilizzo e della rapidità con cui è
concretamente fruibile?
Il rapporto tra sicurezza e disponibilità del dato
informatico è un rapporto mezzo/fine: il dato è
rilevante perché la sua disponibilità è
"sicura".
Per quanto riguarda l'integrità del dato informatico,
il sistema sicuro deve garantire che esso possa essere
sempre disponibile in modo integro. Per garantire tale
parametro il sistema deve munirsi non solo di meccanismi
tesi a proteggere il dato dall'esterno e dai soggetti
non autorizzati a disporne ma anche e, principalmente,
da un nemico più sfuggente e di cui è difficile
prevedere in anticipo le mosse e i bersagli: lo stesso
utente legittimato (robustezza del sistema). La tutela
contro le cancellazioni o le modifiche che per casualità
o inesperienza possono essere causate da un utente non
accorto o inesperto spesso producono, anche nel quotidiano
rapporto con le nuove tecnologie, danni gravi e costosi.
Tra i parametri rientranti e costituenti la sicurezza
informatica, sempre più sintesi di caratteristiche
e proprietà eterogenee piuttosto che entità
monotematica, rientrano, inoltre, l'autenticazione e la
riservatezza.
Autentico è ciò che: «risponde a verità
la cui conformità è attestata da un notaio
o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato
e che fa fede come l'originale; vero, genuino, schietto
;
attribuito in modo irrefutabile a un autore, non imitato
né falsificato
»[4].
Nell'ambito della sicurezza informatica, autentico è
generalmente utilizzato nell'accezione attribuente la
paternità di un dato ad un soggetto ben determinato.
Solo attraverso la certezza che la richiesta, o la risposta,
provenga dal soggetto avente diritto si possono ipotizzare
rapporti qualificabili come sicuri.
I meccanismi di autenticazione rivestono, quindi, un ruolo
fondamentale per la creazione stessa della sovrastruttura
idonea a supportare una società digitalmente relazionata,
visto che gli stessi meccanismi appaiono necessari sia
per l'accesso al dato che per la sua trasmissione.
Specificando ulteriormente, per quanto riguarda l'accesso
è necessario che il sistema possa identificare
e riconoscere l'utente al fine di poter mettere il soggetto
autorizzato nelle condizioni di esercitare il proprio
diritto alla disponibilità del dato. Tra i mezzi
più diffusi si possono rinvenire quelli che si
basano sulle password, sui sistemi biometrici e su smart
card supporto di diverse tecnologie.
Altra sfaccettatura da inserire all'interno del più
ampio concetto "sicurezza informatica" è
quella relativa alla riservatezza del dato: un sistema
non può definirsi sicuro se consente a chi non
ha diritto di accedere ai dati in esso custoditi, in modo
assoluto o in misura più ampia e diversa da quella
autorizzata.
Se appare facile identificare i meccanismi e i limiti
da imporre per distinguere coloro che possono da coloro
che non possono accedere ad un determinato dato, diviene
difficile identificare e porre dei limiti a chi può
accedere allo stesso in misura variabile temporalmente
e quantitativamente. Inoltre, si può accennare
ad un'altra caratteristica che acquista sempre maggiore
rilevanza nel contesto della società nata online:
la verificabilità. L'attributo della verificabilità
nasce dal fatto che il dato informatico possa, e debba,
essere suscettibile di verifica, ossia di un' «operazione
di controllo per mezzo della quale si procede all'accertamento
di determinati fatti o risultati nel loro valore e nelle
loro modalità»[5].
Il problema della sicurezza è relativo non solo
al momento della paternità dell'atto, ma anche
alla non modificabilità o alterabilità silente
del dato in un tempo successivo alla creazione dello stesso.
A differenza di un oggetto materiale, ad esempio un documento
scritto, in cui è visibile una correzione o alterazione
successiva all'ultimazione dello stesso, nell'oggetto
digitale ciò che appare a prima vista è
la sua estrinsecazione informatica in cui le modifiche
ed alterazioni precedenti non sono facilmente rintracciabili
da un soggetto non esperto e senza le opportune dotazioni
software e hardware.
Un sistema può essere definito sicuro quando, mantenendone
traccia, riesca a fornire un quadro verificabile delle
operazioni compiute sui dati da esso custoditi e/o veicolati.
Livelli maggiori di sicurezza corrispondono, ad esempio,
al fatto di facilitare attraverso tracce registrate l'evidenziazione
del legame causale fatto/autore.
Un ulteriore e necessario requisito è rintracciabile
da WILLIAM STALLINGS nella c.d. non-repudiation6.
Tale requisito, in termini generali, non dovrebbe permettere
il rifiuto e/o la ripudiabilità di un dato trasmesso
sia al mittente e sia al destinatario. Da ciò deriva:
quando il dato è stato trasmesso, il ricevente
può provare che lo stesso sia stato inviato dal
mittente autorizzato ad inviarlo e, in modo speculare,
quando il dato è ricevuto, il mittente può
provare che lo stesso sia stato ricevuto dal ricevente
autorizzato.
In conclusione, nella progettazione e nella valutazione
di un sistema informatico aziendale, per i motivi illustrati,
deve essere tenuto in forte considerazione il problema
della sicurezza in tutte le sue diverse sfaccettature.
Vi è l'obbligo, infatti, di creare, aggiornare
e valutare, alla luce delle inesorabili e continue innovazioni
tecnologiche, i diversi meccanismi idonei a proteggere
i dati senza impedirne o limitarne la fruibilità
da parte di chi ha un diritto, più o meno ampio,
d'accesso agli stessi.
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NOTE
[1] Lintero paragrafo trae spunto dalla lettura
di: PERRI, Unintroduzione allinformation security,
in Ciberspazio e Diritto, 2001, vol. 2, n. 3-4, 337.
[2] AA.VV., Inside Attack, Tecnich di intervento e strategie
di prevenzione, Roma, 2005, 13. La frase è estrapolata
dallintroduzione a cura di Corrado Giustozzi.
3 Per una sintesi dei più rilevanti adempimenti
in materia di privacy allinterno delle imprese si
rinvia a: G.DI RAGO, La privacy e le imprese, Matelica,
2005.
[4] DEVOTO-OLI, Il dizionario della lingua italiana,
UTET.
[5] DEVOTO- OLI, voce Verificabilità, op. cit..
[6] WILLIAM STALLINGS, Cryptography and network security,
1999, 5.
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