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a cura di Leo Stilo

 

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La psicologia penitenziaria
e il ruolo dello psicologo nelle carceri

Si porta a conoscenza dei gentili lettori il programma di un interessante corso in tema di psicologia penitenziaria che si terrà a Roma nel mese di ottobre 2004.

Nel riportare il programma dell'evento, con la relativa presentazione, mi permetto di segnalare anche il sito http://www.opsonline.it

Buona lettura


L’istituzione carceraria è nella nostra realtà sociale molto discussa, ma altrettanto poco conosciuta.
Si tratta di una organizzazione complessa in cui operano, in stretta interazione tra loro, diverse figure professionali sia interne (direttore, agenti, educatori, assistenti sociali) che esterne (medici, infermieri, psicologi, criminologi, insegnanti, assistenti volontari, etc.).

Negli ultimi anni è diventata sempre più marcata la necessità del contributo della psicologia sia attraverso gli interventi degli psicologi penitenziari, sia attraverso l’aumentata sensibilità degli operatori penitenziari professionali rispetto agli aspetti psicologici, alle relazioni, alla comunicazione.

Spesso gli psicologi hanno cercato una formazione specifica sulle dinamiche psicologiche e sociali e sul ruolo di primo piano che essi hanno nel gestire, all’interno del carcere, queste dinamiche.
Da quasi 30 anni gli psicologi operano all’interno degli istituti penitenziari italiani come “esperti ex art. 80”.
Tale definizione nasce con l’introduzione dell’innovativo art. 80 dell’ordinamento penitenziario (L. 354/75), che prevede la possibilità di avvalersi di “esperti”, tra i quali gli psicologi.

Proprio in virtù di questa tradizione ed esperienza, ci sembra ormai più adeguata la definizione di “psicologi penitenziari”, in quanto è stata maturata una sufficiente esperienza teorica e pratica e, di fatto, si è verificato un passaggio dal ruolo di “esperto” ad una presenza stabile e continuativa: lo psicologo si coordina con tutti gli altri operatori (direttore, educatore, polizia penitenziaria, assistente sociale, medico), ha acquisito nuove competenze (presidio nuovi giunti, presidio tossicodipendenze), è nata l’esigenza di una maggiore presenza sulla base di nuovi bisogni e dell’aumento della popolazione penitenziaria.

Negli ultimi mesi, poi, l’Amministrazione penitenziaria ha bandito un concorso con l’obiettivo di inserire la figura dello psicologo tra i cosiddetti operatori interni alle strutture penitenziarie.

(presentazione tratta dal sito www.opsonline.it

Punti di forza

• l’attenzione all’esperienza pratica in un contesto specifico di trattamento
• il confronto diretto nei gruppi di lavoro attraverso simulazioni e role playing

Obiettivi formativi

Il corso nasce da una riflessione tra gli psicologi penitenziari sulla necessità di uno spazio di formazione sulle dinamiche psicologiche che esistono nella realtà del carcere.

Il corso si propone quindi di fornire una base di conoscenza agli psicologi che vogliono iniziare questa professione ed a quanti già lavorano nel carcere, offrendo loro approfondimenti teorici, strumenti di lavoro specifici ed esperienze rispetto al ruolo.

Il corso intende inoltre fornire delle conoscenze di psicologia clinica e sociale applicate al fronte penitenziario, nonché approfondire alcune tematiche che sono di particolare criticità ed attualità nell’operare in carcere.

Destinatari

Il corso è rivolto a laureandi e laureati in psicologia.

Docenti

Dr. Vito QUARATO Psicologo, psicoterapeuta familiare, esperto penitenziario ex art. 80 O.P. dal 1983 presso la C.C. di Verbania, iscritto all’Albo dei Periti, Penale e Civile, del Tribunale di Verbania, docente a contratto di Psicologia dello sviluppo presso l’Università di Asti, docente presso la Scuola di Formazione ed Aggiornamento del Corpo di Polizia Penitenziaria di Verbania.

Dr.ssa Chiara VEGLIA Psicologa, criminologa, esperto penitenziario ex art. 80 O.P. dal 1982 presso la C.C. di Torino, animatore del Progetto Prometeo presso le C.C. di Pisa e di Roma Rebibbia Nuovo Complesso, docente presso le Scuole di Formazione ed Aggiornamento del Corpo di Polizia Penitenziaria di Cairo Montenotte (SV) e di Verbania.

Metodologia

La didattica sarà sia frontale, con discussioni su temi proposti e su casi presentati dai docenti, sia basata sui lavori di gruppo, con discussioni sui temi affrontati, simulazioni e role playing.

Date e luogo

Il corso si terrà presso la sede di Obiettivo Psicologia s.r.l., in via Castel Colonna n. 34 sc. B int. 2 – Roma (300 m. dalla Metro Colli Albani).

Il corso è organizzato in due moduli :
• primo modulo: gio. 14, ven. 15 e sab. 16 ottobre 2004
• secondo modulo: gio. 21, ven. 22 e sab. 23 ottobre 2004.

Ciascuna giornata formativa si svolgerà dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,00 alle ore 18,00.

Programma

Primo modulo:

Giovedì 7 ottobre 2004
L’ordinamento penitenziario e relativo regolamento di esecuzione
Il Tribunale di sorveglianza : competenze ed interazioni

Venerdì 8 ottobre 2004
I contesti operativi e professionali degli psicologi penitenziari
Gli aspetti deontologici riguardanti la funzione dello psicologo penitenziario
Il concetto di osservazione e trattamento.
Il Presidio Nuovi Giunti ed il Presidio Tossicodipendenze e HIV

Sabato 9 ottobre 2004
Lo psicologo penitenziario e gli strumenti professionali: il colloquio nuovi giunti, il colloquio di sostegno, il colloquio clinico in funzione diagnostica, il colloquio psico-terapeutico
Il gruppo di discussione come strumento di osservazione e trattamento
L’uso dei test e le metodologie diagnostiche

Secondo modulo:

Giovedì 14 ottobre 2004
Elementi di psicologia della devianza e di criminologia

Venerdì 15 ottobre 2004
Le problematiche psicopatologiche più diffuse in carcere.
L’intervento psicologico, le svariate esigenze trattamentali e le diverse tipologie di detenuto.
L’organizzazione del lavoro nell’istituzione penitenziaria e il benessere degli operatori: una prospettiva nuova per lo psicologo in carcere

Sabato 16 ottobre 2004
La progettazione del trattamento e il ruolo dello psicologo penitenziario

 

 

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