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Listituzione carceraria è nella nostra realtà
sociale molto discussa, ma altrettanto poco conosciuta.
Si tratta di una organizzazione complessa in cui operano, in stretta
interazione tra loro, diverse figure professionali sia interne
(direttore, agenti, educatori, assistenti sociali) che esterne
(medici, infermieri, psicologi, criminologi, insegnanti, assistenti
volontari, etc.).
Negli ultimi anni è diventata
sempre più marcata la necessità del contributo della
psicologia sia attraverso gli interventi degli psicologi penitenziari,
sia attraverso laumentata sensibilità degli operatori
penitenziari professionali rispetto agli aspetti psicologici,
alle relazioni, alla comunicazione.
Spesso gli psicologi hanno cercato una
formazione specifica sulle dinamiche psicologiche e sociali e
sul ruolo di primo piano che essi hanno nel gestire, allinterno
del carcere, queste dinamiche.
Da quasi 30 anni gli psicologi operano allinterno degli
istituti penitenziari italiani come esperti ex art. 80.
Tale definizione nasce con lintroduzione dellinnovativo
art. 80 dellordinamento penitenziario (L. 354/75), che prevede
la possibilità di avvalersi di esperti, tra
i quali gli psicologi.
Proprio in virtù di questa tradizione
ed esperienza, ci sembra ormai più adeguata la definizione
di psicologi penitenziari, in quanto è stata
maturata una sufficiente esperienza teorica e pratica e, di fatto,
si è verificato un passaggio dal ruolo di esperto
ad una presenza stabile e continuativa: lo psicologo si coordina
con tutti gli altri operatori (direttore, educatore, polizia penitenziaria,
assistente sociale, medico), ha acquisito nuove competenze (presidio
nuovi giunti, presidio tossicodipendenze), è nata lesigenza
di una maggiore presenza sulla base di nuovi bisogni e dellaumento
della popolazione penitenziaria.
Negli ultimi mesi, poi, lAmministrazione
penitenziaria ha bandito un concorso con lobiettivo di inserire
la figura dello psicologo tra i cosiddetti operatori interni alle
strutture penitenziarie.
(presentazione tratta dal sito www.opsonline.it
Punti di forza
lattenzione allesperienza
pratica in un contesto specifico di trattamento
il confronto diretto nei gruppi di lavoro attraverso simulazioni
e role playing
Obiettivi formativi
Il corso nasce da una riflessione tra gli
psicologi penitenziari sulla necessità di uno spazio di
formazione sulle dinamiche psicologiche che esistono nella realtà
del carcere.
Il corso si propone quindi di fornire
una base di conoscenza agli psicologi che vogliono iniziare questa
professione ed a quanti già lavorano nel carcere, offrendo
loro approfondimenti teorici, strumenti di lavoro specifici ed
esperienze rispetto al ruolo.
Il corso intende inoltre fornire delle
conoscenze di psicologia clinica e sociale applicate al fronte
penitenziario, nonché approfondire alcune tematiche che
sono di particolare criticità ed attualità nelloperare
in carcere.
Destinatari
Il corso è rivolto a laureandi e
laureati in psicologia.
Docenti
Dr. Vito QUARATO Psicologo, psicoterapeuta
familiare, esperto penitenziario ex art. 80 O.P. dal 1983 presso
la C.C. di Verbania, iscritto allAlbo dei Periti, Penale
e Civile, del Tribunale di Verbania, docente a contratto di Psicologia
dello sviluppo presso lUniversità di Asti, docente
presso la Scuola di Formazione ed Aggiornamento del Corpo di Polizia
Penitenziaria di Verbania.
Dr.ssa Chiara VEGLIA Psicologa, criminologa,
esperto penitenziario ex art. 80 O.P. dal 1982 presso la C.C.
di Torino, animatore del Progetto Prometeo presso le C.C. di Pisa
e di Roma Rebibbia Nuovo Complesso, docente presso le Scuole di
Formazione ed Aggiornamento del Corpo di Polizia Penitenziaria
di Cairo Montenotte (SV) e di Verbania.
Metodologia
La didattica sarà sia frontale,
con discussioni su temi proposti e su casi presentati dai docenti,
sia basata sui lavori di gruppo, con discussioni sui temi affrontati,
simulazioni e role playing.
Date e luogo
Il corso si terrà presso la sede
di Obiettivo Psicologia s.r.l., in via Castel Colonna n. 34 sc.
B int. 2 Roma (300 m. dalla Metro Colli Albani).
Il corso è organizzato in due moduli
:
primo modulo: gio. 14, ven. 15 e sab. 16 ottobre 2004
secondo modulo: gio. 21, ven. 22 e sab. 23 ottobre 2004.
Ciascuna giornata formativa si svolgerà
dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,00 alle ore 18,00.
Programma
Primo modulo:
Giovedì 7 ottobre 2004
Lordinamento penitenziario e relativo regolamento di esecuzione
Il Tribunale di sorveglianza : competenze ed interazioni
Venerdì 8 ottobre 2004
I contesti operativi e professionali degli psicologi penitenziari
Gli aspetti deontologici riguardanti la funzione dello psicologo
penitenziario
Il concetto di osservazione e trattamento.
Il Presidio Nuovi Giunti ed il Presidio Tossicodipendenze e HIV
Sabato 9 ottobre 2004
Lo psicologo penitenziario e gli strumenti professionali: il
colloquio nuovi giunti, il colloquio di sostegno, il colloquio
clinico in funzione diagnostica, il colloquio psico-terapeutico
Il gruppo di discussione come strumento di osservazione e trattamento
Luso dei test e le metodologie diagnostiche
Secondo modulo:
Giovedì 14 ottobre 2004
Elementi di psicologia della devianza e di criminologia
Venerdì 15 ottobre 2004
Le problematiche psicopatologiche più diffuse in carcere.
Lintervento psicologico, le svariate esigenze trattamentali
e le diverse tipologie di detenuto.
Lorganizzazione del lavoro nellistituzione penitenziaria
e il benessere degli operatori: una prospettiva nuova per lo psicologo
in carcere
Sabato 16 ottobre 2004
La progettazione del trattamento e il ruolo dello psicologo
penitenziario
***Per maggiori informazioni
sulla quota di iscrizione e sulle modalità di pagamento
si rinvia al sito
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