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Tecnologie informatiche e diritto penale
Dai pratici e dagli studiosi del diritto un vento di idee e critiche.
Si è svolto a Roma, nei giorni 18 e 19 giugno, un importante
convegno in materia di diritto penale e processo nell'esperienza
delle nuove tecnologie.
Le due giornate di studio sono state organizzate da alcuni avvocati
del foro di Roma (Ottorino Agati, Stefano Aterno, Giuseppe
Campanelli, Emanuele Capanna) e promosse dal sito www.penale.it
diretto dall'avv. Daniele Minotti.
Prima di passare brevemente in rassegna i diversi interventi
è opportuno mettere a fuoco alcuni aspetti dell'evento.
Innanzitutto, la buona riuscita di un convegno avente come tema
un argomento così specifico e ancora poco trattato nelle
aule dei tribunali e, in secondo luogo, la forza organizzativa
e mediatica che alcuni avvocati e studiosi sono riusciti a realizzare
al di fuori dei classici circuiti dell'informazione.
Andando al cuore degli interventi è necessario premettere
la considerazione che le tecnologie informatiche hanno profondamente
modificato il classico approccio alla ricerca, alla conservazione
ed alla produzione della prova. Il Dott. Pietro Saviotti,
Sost. Proc. presso il Tribunale di Roma, si è soffermato
ad analizzare il tema dell'accesso alle banche dati ai fini di
giustizia, descrivendo la complessità e le difficoltà,
di natura teorica e pratica, che accompagnano gli operatori della
giustizia nella ricerca della prova all'interno degli archivi
informatici.
Sul tema della prova si è soffermato anche il Dott.
Gerardo Costabile, Guardia di Finanza di Milano, il quale
ha messo in evidenza il progressivo affermarsi di un approccio
sempre più tecnologico con la scena criminis e la nascita
di nuove modalità investigative, computer forensics, che
richiedono da parte degli operatori delle specifiche conoscenze
tecniche ed informatiche.
Tuttavia, se da un lato traspare come improrogabile la necessità
di acquisire nuove conoscenze per comprendere realtà altrimenti
incomprensibili dall'altro due interventi, della Prof. Avv.
Giovanna Corrias e del Prof. Avv. Roberto Zannotti, hanno
messo in evidenza, attraverso alcuni richiami al diritto penale
sostanziale, l'esigenza di procedere all'esame delle nuove fattispecie
penali dettate in materia di privacy e criminalità informatica
non dimenticando i principi generali del diritto penale e i traguardi
raggiunti dalla dottrina in tema di interpretazione delle legge
penale.
Tra gli argomenti trattati si segnala, inoltre, quello particolarmente
delicato affrontato dall'Avv. Emanuele Cavanna, in tema
di Responsabilità penale dei provider in materia di linking.
Uno degli interventi più acuti è stato quello dell'avv.
Giovanni Battista Gallus, del Foro di Cagliari, in argomento
di tutela penale del diritto d'autore alla luce del Decreto Urbani.
Gallus, è riuscito a descrivere in poche battute il quadro
della disciplina in materia mettendo in evidenza le incongruenze
di una produzione legislativa sempre più convulsa e poco
attenta alla realtà che si prefigge di disciplinare.
Sempre in argomento di copyright si deve registrare l'illuminante
intervento del Dott. Gennaro Francione, scrittore e Giudice
presso il Tribunale Penale di Roma, in cui lo stesso oratore ha
descritto gli aspetti più evidenti e drammatici di quella
che viene definita la "cyberagonia del diritto d'autore".
Il Dott. Giuseppe Corasaniti, Sost. Proc. presso il Trib.
di Roma, ha condotto la discussione su un piano di estrema attualità
quello del rapporto tra giustizia penale e nuove tecnologie alla
luce dell'efficienza del sistema giustizia e della soddisfazione
dell'utente in nome del quale la stessa giustizia viene esercitata.
Sempre nella prima giornata si segnala l'intervento del Dott.
Filippo Paone, Presidente della VII Sez. pen. del Trib. di
Roma, il quale ha illustrato come le nuove tecnologiche, non senza
incontrare difficoltà di ordine pratico e culturale, costituiscano
ormai una realtà nelle quotidiane dinamiche del processo
penale.
La seconda giornata è stata caratterizzata dall'intervento
della Dott.ssa Nadina Foggetti che ha illustrato i problemi
interpretativi legati alla ricerca ed alla determinazione, attraverso
gli strumenti speculativi classici, della competenza territoriale
nei reati informatici.
Degno di particolare nota è la relazione dell'avv.
Paolo Galdieri, che si è soffermato ad illustrare le
diverse teorie formulate dalla dottrina in tema di accesso abusivo
ad un sistema informatico e a commentare alcune posizioni recentemente
sostenute in argomento dalla giurisprudenza.
Il convegno si è concluso con alcuni interventi programmati
in tema di criminalità organizzata (in particolare la sua
evoluzione alla luce dello sviluppo della rete internet), pedopornografia
(con particolare attenzione all'attività dell'agente provocatore)
ed, infine, con un interessante esperimento di simulazione di
accesso abusivo ad un sistema informatico a cura dell'avv.
Stefano Aterno.
In considerazione della pluralità degli argomenti trattati
e della qualità degli interveti mi permetto di suggerire
al legislatore italiano, o meglio a coloro che a vario titolo
si stanno occupando della materia in Parlamento, di richiedere
al più presto gli atti del convegno al fine di poter avere
a disposizione un'attenta ed autorevole ricognizione dello stato
di salute del diritto penale dell'informatica e in particolare
di come le norme recentemente adottate in materia di diritto d'autore
siano percepite dai soggetti chiamati in concreto ad attuarle.
Leo Stilo
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